Google ha annunciato una nuova suite di strumenti di modifica specializzati per Google Foto, progettati per fornire agli utenti perfezionamenti del viso rapidi, sottili e dall’aspetto professionale. Questo aggiornamento sposta l’app oltre i filtri di base, offrendo un controllo granulare su specifiche caratteristiche del viso per migliorare la fotografia di ritratti.
Editing di precisione a portata di mano
Invece di applicare un filtro generale che può rendere le foto artificiali, il nuovo aggiornamento consente regolazioni mirate. Gli utenti possono ora selezionare singoli volti all’interno di una fotografia per accedere a un menu dedicato di opzioni di “ritocco”.
Il nuovo toolkit include diverse funzioni specializzate:
– Perfezionamento della pelle: Strumenti per curare le imperfezioni e uniformare la grana della pelle.
– Miglioramento degli occhi: Opzioni per schiarire le iridi e affrontare le occhiaie tramite lo strumento sotto gli occhi.
– Dettagli viso: Controlli specifici per perfezionare denti (sbiancamento), sopracciglia e labbra.
Una caratteristica fondamentale di questa implementazione è il cursore dell’intensità. Ciò consente agli utenti di ottimizzare la forza di ciascun effetto, garantendo che le modifiche rimangano naturali e “sottili” anziché elaborate in modo eccessivo.
Requisiti tecnici e disponibilità
Google sta implementando queste funzionalità a livello globale tramite un rilascio graduale. Per garantire prestazioni ottimali di queste modifiche basate sull’intelligenza artificiale, gli strumenti sono attualmente limitati a profili hardware specifici:
– Piattaforma: dispositivi Android.
– Sistema operativo: Android 9.0 o versione successiva.
– Hardware: è richiesto un minimo di 4 GB di RAM per gestire le richieste di elaborazione.
Perché è importante: la battaglia per il “flusso di lavoro di editing”
Questo aggiornamento rappresenta un cambiamento strategico nel modo in cui Google affronta la fotografia mobile. Integrando sofisticate funzionalità di ritocco direttamente nell’app Galleria, Google mira a chiudere il ciclo del flusso di lavoro dell’utente.
Storicamente, gli utenti spesso scattano una foto in un’app, la spostano in un editor specializzato di terze parti (come Facetune o Adobe Lightroom) per il ritocco e quindi la salvano nuovamente nel proprio archivio cloud. Fornendo questi strumenti in modo nativo, Google mira a:
1. Aumentare la fidelizzazione degli utenti: mantenere gli utenti all’interno dell’ecosistema Google per l’intero processo di modifica.
2. Semplifica l’esperienza utente: Riduci l’attrito dovuto al passaggio tra più applicazioni.
3. Sfrutta l’integrazione dell’intelligenza artificiale: utilizza l’apprendimento automatico avanzato di Google per rendere accessibili attività di ritocco complesse anche ai non professionisti.
Questa mossa segnala l’intenzione di Google di trasformarsi
