Meta citato in giudizio per violazione della privacy dello Smart Glass AI: l’appaltatore ha esaminato i filmati espliciti del cliente

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Meta citato in giudizio per violazione della privacy dello Smart Glass AI: l’appaltatore ha esaminato i filmati espliciti del cliente

Un’azione legale collettiva negli Stati Uniti sostiene che Meta abbia ingannato i clienti riguardo alla privacy dei suoi occhiali intelligenti basati sull’intelligenza artificiale, mentre un organo di controllo dei dati del Regno Unito indaga sulle affermazioni secondo cui i dipendenti degli appaltatori in Kenya sono stati esposti a registrazioni sensibili degli utenti.

La controversia nasce da un rapporto congiunto dei giornali svedesi Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten che rivela che i lavoratori di Sama, un subappaltatore con sede a Nairobi, esaminavano regolarmente filmati privati catturati dagli occhiali intelligenti Ray-Ban Meta di Meta.

Le accuse: marketing ingannevole e violazioni della privacy

I querelanti Mateo Canu e Gina Bartone, rappresentati dallo studio legale Clarkson, accusano Meta di falsa pubblicità e di violazione delle leggi sulla privacy. La causa sostiene che i materiali di marketing di Meta, che promuovono gli occhiali come “progettati per la privacy, controllati da te”, creano una falsa impressione di sicurezza dei dati. Non è stata inclusa alcuna dichiarazione di non responsabilità che affermi che potrebbe aver luogo una revisione umana.

Nel caso viene nominata anche Luxottica of America, partner produttivo di Meta, per presunte violazioni delle leggi sulla tutela dei consumatori.

Cosa è stato visto? Contenuti espliciti revisionati dagli appaltatori

Secondo quanto riferito, il filmato trapelato includeva materiale altamente sensibile: nudità, utilizzo dei servizi igienici, atti sessuali, dati finanziari (come i dettagli della carta bancaria) e messaggi privati. Un appaltatore anonimo ha detto a Svenska Dagbladet : “Vediamo di tutto, dai salotti ai corpi nudi”.

I termini di servizio di Meta rivelano che in alcuni casi avviene la revisione umana. La società afferma: “In alcuni casi, Meta esaminerà le tue interazioni con le IA… questa revisione potrebbe essere automatizzata o manuale.” Tuttavia, la causa sostiene che tale divulgazione è insufficiente data la natura dei dati oggetto di revisione.

Perché è importante: l’ascesa della “sorveglianza del lusso”

Questo incidente evidenzia i crescenti rischi per la privacy associati alla tecnologia indossabile basata sull’intelligenza artificiale. Gli occhiali registrano continuamente l’ambiente circostante l’utente, creando un flusso costante di dati personali.

“Le preoccupazioni sulla tecnologia della ‘sorveglianza di lusso’ sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni.”

Sebbene Meta sostenga che i volti siano offuscati per proteggere l’identità, le fonti sostengono che questo processo non è sempre efficace. La società afferma che gli appaltatori esaminano i filmati per migliorare l’esperienza dell’intelligenza artificiale degli occhiali, ma i critici sostengono che ciò giustifichi una grave violazione della privacy.

Nessuna risposta da Meta

Al momento della stesura di questo articolo, Meta non ha affrontato pubblicamente la causa o le accuse specifiche oltre alle precedenti dichiarazioni in cui riconosceva che potrebbero verificarsi alcune revisioni dei dati da parte degli appaltatori.

Il caso solleva questioni cruciali sulla trasparenza della gestione dei dati dell’intelligenza artificiale, sul consenso degli utenti e sulle implicazioni etiche dell’esternalizzazione di compiti sensibili a contraenti terzi.