Samsung si sta preparando a rilasciare il suo tanto atteso telefono trifold il 5 dicembre, suscitando entusiasmo e preoccupazione tra gli osservatori del settore. Sebbene il dispositivo prometta innovazione nel fattore di forma, i primi indizi suggeriscono un design che potrebbe non essere all’altezza del suo potenziale, in particolare se paragonato al già rilasciato Mate XT Ultimate di Huawei.
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La triplice illusione: molto più che semplici cerniere
Il termine “trifold” è fuorviante. Né il dispositivo Samsung né quello Huawei si piegano tre volte. Entrambi si affidano a due cerniere per segmentare lo schermo in tre sezioni funzionali. Questa distinzione è importante perché evidenzia la sfida principale: creare un pieghevole veramente versatile senza compromettere la durata o l’usabilità.
Il vantaggio di Huawei: la funzionalità prima di tutto
Il Mate XT Ultimate di Huawei si distingue per il suo meccanismo di chiusura a forma di Z. Questo design consente al dispositivo di funzionare perfettamente come un telefono standard, un piccolo tablet o un tablet di dimensioni standard: tre esperienze distinte in un unico dispositivo. Questo è un vantaggio significativo rispetto alla serie Galaxy Z Fold di Samsung, che funziona principalmente come telefono o mini-tablet con funzionalità limitate.
Il display singolo e continuo del dispositivo Huawei, sebbene esposto, offre una flessibilità senza pari. Gli utenti possono passare da una modalità all’altra in modo intuitivo, sfruttando il telefono per la lettura, il multitasking o la fruizione di video coinvolgenti senza l’imbarazzante letterboxing comune sui tradizionali dispositivi pieghevoli.
L’approccio a forma di G di Samsung: un passo indietro?
Il modello a tre ante presentato da Samsung è dotato di cerniere che si piegano verso l’interno, formando una forma a G. Questo design richiede uno schermo di copertura separato, una caratteristica che diminuisce l’attrattiva principale del dispositivo. Invece di una soluzione all-in-one, Samsung sembra stia creando un altro due-in-one, unendosi al Galaxy Z Fold nella sua categoria.
Questa scelta solleva interrogativi sulla durabilità. Sebbene uno schermo di copertura protegga il display interno, aggiunge anche ingombro e complessità. Il display esposto di Huawei, sebbene apparentemente vulnerabile, si è dimostrato sorprendentemente resistente nei test nel mondo reale.
Le proporzioni sono importanti: perché il design di Huawei vince
Huawei Mate XT Ultimate vanta proporzioni 16:11 quando è completamente aperto, rispecchiando le dimensioni dello schermo di molti laptop. Ciò riduce al minimo il letterboxing durante la visione di video, offrendo un’esperienza cinematografica senza barre nere indesiderate. Il triplo schermo di Samsung, con il suo probabile schermo esterno da 6,5 pollici e il display pieghevole da 10 pollici, potrebbe avere difficoltà a eguagliare questo livello di immersione.
Utilizzo nel mondo reale: la versatilità di Huawei in azione
La versatilità dell’Huawei Mate XT Ultimate brilla negli scenari pratici. La sua capacità di trasformarsi in tre forme distinte lo rende ideale per i viaggi, offrendo funzionalità di lettura, navigazione e visione di film senza la necessità di dispositivi separati. La durabilità del dispositivo, anche dopo un mese di utilizzo intenso, suggerisce che i problemi di progettazione potrebbero essere sopravvalutati.
Il verdetto: la funzionalità trionfa sulla forma
Il telefono a tre ante di Samsung ha il potenziale per essere un dispositivo rivoluzionario, ma le sue attuali scelte di design suggeriscono un’occasione mancata. Dando priorità alla protezione rispetto alla versatilità, Samsung rischia di creare un’altra nicchia di prodotti pieghevoli piuttosto che una vera soluzione all-in-one. Huawei Mate XT Ultimate stabilisce un livello elevato, dimostrando che un display funzionale ed esposto può essere sia durevole che incredibilmente utile.
In definitiva, il successo del trifold di Samsung dipenderà dalla capacità di offrire un’esperienza all-in-one senza soluzione di continuità che corrisponda alla comodità e all’adattabilità dei suoi concorrenti.


























