ScaleOps garantisce 130 milioni di dollari per contrastare gli sprechi informatici legati all’intelligenza artificiale

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ScaleOps, una startup focalizzata sull’ottimizzazione del cloud e dell’infrastruttura AI, ha raccolto 130 milioni di dollari in un round di finanziamento di serie C con una valutazione di 800 milioni di dollari. L’investimento, guidato da Insight Partners, riflette la crescente urgenza di una gestione efficiente delle risorse man mano che la domanda di elaborazione basata sull’intelligenza artificiale aumenta. Il problema principale non è la carenza di potenza di elaborazione, ma piuttosto uno spreco diffuso dovuto a un’errata allocazione e a una cattiva gestione.

Il divario di efficienza nell’infrastruttura IA

Il boom dell’intelligenza artificiale sta determinando una domanda senza precedenti di GPU e risorse cloud. Tuttavia, gli strumenti attuali come Kubernetes spesso si basano su configurazioni statiche, lasciando inattiva una notevole capacità di elaborazione. Questa inefficienza si traduce in costi eccessivi del cloud, colli di bottiglia nelle prestazioni e potenziale sprecato. Il software ScaleOps risolve questo problema direttamente automatizzando l’allocazione delle risorse in tempo reale. L’azienda afferma che la sua piattaforma può ridurre i costi infrastrutturali fino all’80%, una cifra che attira l’attenzione delle aziende che già avvertono la pressione dell’aumento delle spese per l’intelligenza artificiale.

Da Run:ai a ScaleOps: risolvere un problema noto

ScaleOps è stata fondata nel 2022 da Yodar Shafrir, un ex ingegnere della startup di orchestrazione GPU Run:ai (acquisita da Nvidia). Shafrir ha osservato in prima persona che, anche con strumenti di orchestrazione avanzati, i team DevOps hanno difficoltà a gestire carichi di lavoro di intelligenza artificiale dinamici. Il problema non erano solo le GPU; si è esteso alla memoria, all’archiviazione e al networking. I team hanno dedicato troppo tempo a combattere gli incendi piuttosto che a innovare. Le soluzioni esistenti fornivano visibilità sui problemi ma mancavano dell’automazione necessaria per risolverli.

Come funziona ScaleOps: gestione autonoma dell’infrastruttura

ScaleOps offre una soluzione completamente autonoma che collega le esigenze applicative con le decisioni sull’infrastruttura in tempo reale. A differenza di Kubernetes, che richiede costanti aggiustamenti manuali, ScaleOps si adatta ai cambiamenti della domanda senza intervento. La piattaforma è realizzata per ambienti di produzione, progettata per ridurre al minimo i tempi di inattività e massimizzare le prestazioni. Questo approccio sensibile al contesto lo differenzia dai concorrenti come Cast AI e Kubecost, che spesso non dispongono dell’automazione end-to-end fornita da ScaleOps.

Crescita rapida e adozione aziendale

L’azienda con sede a New York ha registrato una crescita di oltre il 450% anno su anno e ha triplicato il suo personale nell’ultimo anno. ScaleOps serve una base di clienti globale, tra cui Adobe, Wiz, DocuSign, Salesforce e Coupa. Questa spinta è alimentata dalla crescente necessità di soluzioni infrastrutturali autonome poiché l’intelligenza artificiale diventa sempre più centrale nelle operazioni aziendali. L’azienda prevede di espandere la propria piattaforma e lanciare nuovi prodotti con il nuovo capitale.

Il successo di ScaleOps evidenzia un cambiamento fondamentale nel panorama dell’infrastruttura cloud. Man mano che i modelli di intelligenza artificiale diventano più complessi, l’ottimizzazione manuale non è più sostenibile. Il futuro della gestione del computing risiede nell’automazione e ScaleOps si sta posizionando per guidare questo percorso.