Una nuova analisi del Future of Technology Institute (FOTI) con sede a Bruxelles ha lanciato un duro avvertimento: gran parte delle infrastrutture di difesa nazionale europee dipendono in modo precario dai fornitori di servizi cloud con sede negli Stati Uniti. Questa dipendenza crea un rischio geopolitico di “kill switch”, in cui Washington potrebbe potenzialmente interrompere le operazioni militari attraverso mandati legali o sanzioni economiche.
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Il meccanismo “Kill Switch”.
Il nocciolo della preoccupazione risiede nel controllo legale e tecnico che i giganti tecnologici statunitensi esercitano sulle loro infrastrutture. Ai sensi del US CLOUD Act, il governo americano ha l’autorità di citare in giudizio i dati archiviati dalle società statunitensi, indipendentemente da dove tali dati si trovino fisicamente.
Inoltre, anche se i dati rimangono privati, la dipendenza tecnica dai fornitori statunitensi crea un’enorme vulnerabilità. Poiché i sistemi cloud militari richiedono aggiornamenti e manutenzione costanti da parte del fornitore, l’imposizione di sanzioni statunitensi potrebbe effettivamente “spegnere” servizi critici di difesa.
“Una sorta di rischio di kill switch da parte degli Stati Uniti non è più una sorta di discussione teorica”, afferma Cori Crider, direttore esecutivo della FOTI. “Si tratta di un rischio reale e imminente che l’Europa non può più permettersi il lusso di ignorare”.
Lo studio cita due precedenti recenti per illustrare questo rischio:
– Precedente legale: Nel 2025, secondo quanto riferito, Microsoft ha bloccato i conti del procuratore capo della Corte penale internazionale (CPI) a seguito delle sanzioni statunitensi.
– Precedente operativo: Maxar Technologies avrebbe limitato l’accesso alle immagini satellitari per l’Ucraina dopo che gli Stati Uniti avevano sospeso la condivisione dell’intelligence.
Mappatura del rischio: chi è più vulnerabile?
Lo studio FOTI ha classificato le nazioni europee in base al loro livello di esposizione alla tecnologia statunitense:
🔴 Alto rischio (dipendenza diretta)
Sedici paesi sono considerati altamente vulnerabili perché fanno affidamento direttamente sui servizi cloud statunitensi che non sono “air-gapped” (isolati fisicamente dall’internet globale). Questi sistemi rimangono vincolati ai fornitori statunitensi per gli aggiornamenti e la manutenzione software essenziali.
* Paesi: Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito.
🟡 Rischio medio (dipendenza indiretta)
Sette paesi corrono un rischio medio perché, mentre utilizzano appaltatori europei, questi appaltatori costruiscono i loro sistemi utilizzando la tecnologia “hyperscaler” statunitense.
* Paesi: Belgio, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo, Spagna e Paesi Bassi.
🟢 Gli Outlier
- Austria: Attualmente l’unica nazione identificata come veramente indipendente. Il Ministero della Difesa austriaco si è spostato verso alternative open source come NextCloud e LibreOffice, allontanando migliaia di workstation dagli ecosistemi Microsoft.
- Paesi Bassi: Sebbene attualmente a rischio medio, i Paesi Bassi stanno tentando di guidare l’Europa verso soluzioni “sovrane” attraverso una partnership tra il Ministero della Difesa, KPN e Thales per costruire un cloud indipendente dai fornitori statunitensi.
L’illusione delle “nuvole sovrane”
In risposta alle crescenti richieste europee di autonomia tecnologica, giganti come Amazon (AWS), Google e Microsoft hanno lanciato opzioni di “cloud sovrano”. Questi servizi dichiarano di archiviare i dati all’interno dell’UE e di rispettare le normative locali.
Tuttavia, i ricercatori FOTI sono scettici e etichettano queste offerte come “lavaggio del sovrano”. La tesi è che, mentre i dati potrebbero rimanere in Europa, il software sottostante e la capacità di mantenerlo risiedono ancora presso le società statunitensi. Se si verificasse una spaccatura geopolitica, queste società non sarebbero legalmente in grado di fornire gli aggiornamenti necessari per mantenere i sistemi in funzione.
Perché questo è importante per la sicurezza europea
Questa dipendenza evidenzia una tensione fondamentale nella guerra moderna: efficienza tecnologica versus autonomia strategica. Se da un lato i fornitori di servizi cloud statunitensi offrono una scala senza precedenti e capacità avanzate, dall’altro esportano anche l’influenza legale e politica americana direttamente nel cuore dei ministeri della difesa europei.
Man mano che le operazioni militari diventano sempre più digitalizzate, la capacità di operare senza il permesso di una potenza straniera sta diventando una pietra angolare della sovranità nazionale.
Conclusione: L’Europa si trova ad affrontare un significativo dilemma strategico in cui la sua dipendenza dalla tecnologia cloud statunitense fornisce capacità avanzate ma allo stesso tempo crea un singolo punto di fallimento che potrebbe essere sfruttato durante i conflitti geopolitici.
