L’UE indaga su Shein su prodotti illegali, design avvincente e algoritmi opachi

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La Commissione europea ha avviato un’indagine formale contro Shein, il colosso cinese del fast fashion, ai sensi del Digital Services Act (DSA). L’indagine si concentra su tre preoccupazioni principali: la presenza di prodotti illegali sulla piattaforma, comprese segnalazioni inquietanti di bambole sessuali simili a bambini; l’uso di funzionalità di progettazione avvincenti per massimizzare il coinvolgimento degli utenti; e una mancanza di trasparenza nel modo in cui Shein consiglia i prodotti ai consumatori. Non si tratta solo di abitudini di acquisto: riguarda la responsabilità delle principali piattaforme online di proteggere gli utenti e rispettare la legislazione europea.

Preoccupazioni fondamentali che guidano l’indagine

La DSA dell’UE, entrata in vigore per le grandi piattaforme alla fine del 2023, impone alle aziende di valutare e mitigare i rischi legati ai loro servizi. Shein è ora sotto esame per aver potenzialmente violato questi obblighi. L’indagine si articola in tre aree principali:

  • Design avvincente: la Commissione esaminerà le funzionalità progettate per far sì che gli utenti continuino a scorrere all’infinito, come i sistemi di ricompensa che incentivano il coinvolgimento prolungato. Non si tratta solo di comodità; queste tecniche possono essere manipolative, in particolare per gli utenti più giovani.
  • Prodotti illegali: l’indagine valuterà se Shein dispone di sistemi adeguati per prevenire la vendita di contenuti illegali, compreso materiale pedopornografico (CSAM). Le segnalazioni di bambole sessuali simili a bambini vendute sulla piattaforma hanno stimolato un primo esame a novembre.
  • Sistemi di raccomandazione: le norme dell’UE richiedono che le piattaforme spieghino chiaramente come funzionano i loro algoritmi e offrano almeno un’opzione non basata sulla profilazione dell’utente. Shein deve dimostrare trasparenza nel modo in cui offre i prodotti ai consumatori.

Perché è importante: il contesto più ampio

La rapida crescita di Shein l’ha resa una potenza globale del fast fashion, ma questa espansione non è stata priva di controversie. Le catene di fornitura dell’azienda hanno dovuto affrontare accuse di lavoro forzato nello Xinjiang, in Cina, dove le violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e altre minoranze sono state ampiamente documentate.

L’indagine dei DSA non è isolata. Fa parte di una tendenza più ampia di crescente pressione normativa sulle aziende tecnologiche in tutto il mondo. I governi stanno riconoscendo la necessità di proteggere i cittadini da contenuti dannosi, pratiche manipolative e algoritmi opachi. Si tratta anche di ritenere le aziende responsabili dei prodotti che realizzano, anche se tali prodotti provengono da paesi al di fuori dell’UE.

Cosa succede dopo?

La Commissione condurrà un’indagine approfondita, che potrebbe includere ulteriori richieste di informazioni, interviste e misure di monitoraggio. Se le violazioni venissero confermate, Bruxelles potrebbe imporre misure provvisorie, chiedere impegni vincolanti a Shein o emettere pesanti multe. La DSA non prevede un termine fisso per il procedimento, pertanto l’indagine potrebbe richiedere molto tempo.

Come ha affermato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia: “Il Digital Services Act mantiene gli acquirenti al sicuro, protegge il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono”. La Commissione ha ora il compito di determinare se Shein rispetta tali standard.

La risposta di Shein

Shein ha dichiarato di prendere “sul serio” i suoi obblighi DSA e di aver “sempre collaborato pienamente” con le autorità. L’azienda afferma di aver investito in misure per rafforzare la conformità, comprese valutazioni del rischio sistemico, protezioni rafforzate per gli utenti più giovani e lavori continui per progettare un’esperienza utente più sicura. Insistono che la protezione dei minori sia fondamentale per lo sviluppo della loro piattaforma.

Ulteriori polemiche

L’espansione di Shein in Europa ha già subito notevoli contraccolpi, comprese le proteste contro il suo primo negozio permanente a Parigi. Una petizione contro l’apertura ha raccolto oltre 120.000 firme, con gravi preoccupazioni da parte di gruppi ambientalisti e per la protezione dei bambini. Il modello di business dell’azienda, basato su moda ultra economica e prodotta rapidamente, ha attirato critiche per il suo impatto sulla sostenibilità e le pratiche lavorative.

In definitiva, questa indagine segna un test fondamentale per Shein e per l’applicazione della DSA. Determinerà se l’azienda potrà operare nel quadro digitale dell’UE o affrontare conseguenze sostanziali per il mancato rispetto dei propri obblighi.